E' sicuramente una delle attività praticate dall'uomo fin dalla sua prima
apparizione in Valle. Con il termine Mesolitico (meso=età di messo, litos=pietra)
si vuole indicare il periodo preistorico compreso tra il Paleolitico
Superiore (paleos=antico, litos=pietra) ed il Neolitico (neo=nuovo, litos=pietra);
quel momento dell'evoluzione economica, sociale e culturale dell'uomo che seguì
quella fase, appunto il Paleolitico Superiore, che vide fiorire l'arte parietale
nel buio delle grotte franco-cantabriche (Lascaux, Altamira, ecc.).
In Valle Camonica il Mesolitico, definito anche Epi-Paleolitico, inizia verso
l'8000 a.C., in coincidenza con il ritiro definitivo dell'ultimo giacciaio della
glaciazione di Wurm, e termina verso il 5000-4500 a.C.. Il Mesolitico è caratterizzato
da un'economia legata alla caccia ed alla raccolta di vegetali, dalla
fabbricazione di strumenti in pietra di dimensioni ridotte (microliti), dallo
stile artistico che, attraverso testimonianze d'arte rupestre e d'arte mobiliare
(ossa, ciottoli e pietre decorate) passa da uno stile naturalistico ad uno stile
schematico. Reperti di questo periodo, in particolare strumenti in selce, sono stati rinvenuti, a

notevoli quote altimetriche, lungo la dorsale montuosa che
separa la Val Trompia dalla Valle Camonica, presso le rive del
lago di Ravenole
(che ha restituito reperti databili tra il 6500 e il 5500 a.C.), del
lago di Dasdana,
dei
laghi di Vaia e di
Val Fredda. A quote altimetriche più modeste vennero individuati
alcuni strumenti litici, in particolare presso la
cascina Val Maione e fra il
Monte Splaza
e il
dosso Rotondo nel comune di Artogne. Altri reperti litici vennero rinvenuti anche
lungo il fondovalle: a
Foppe di Nadro nel comune di Ceto,
attribuibili al Mesolitico Recente, e sulla collina del
Castello di Breno.